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La band è composta da sette elementi: Mauro, violino, cori, direzione d'orchestra; Gianluca I, chitarra elettrica; Marco, fisarmonica; Fulvio, batteria; Jeppo, chitarra acustica; Alessio, basso; Gianluca II, voce e chitarra acustica.
Mauro Bernabovi (Sbe)
Suona il violino e canta. Individuo mite e socievole, Mauro ha da poco brillantemente superato l’esame di teoria e solfeggio al Conservatorio di Como. Il suo stile è una via di mezzo tra il tocco asciutto e morbido di Lucio "Violino" Fabbri e quello nervoso e zingaresco di Scarlet Rivera. In realtà, le sue dita veloci e agili, gli consentono non solo di scivolare sul manico dello strumento reso celebre da Paganini, ma anche su quello di chitarre, mandolini, balalaike, tastiere di pianoforte, tin whistle. Qualcuno, per questo, lo ha assimilato al Brian Jones dei tempi migliori, noto per la disinvoltura con cui accarezzava le dinamiche di un nuovo strumento. Lo “Sbe” presta il suo talento artistico anche a una piccola orchestra di musica classica, che si ritrova a Calco. Nella vita fa il grafico pubblicitario in un caratteristico negozietto brianzotexano, immerso nel verde di Cascina Morosina, dove spesso anche i RCMC vanno a provare.
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Gianluca Grossi (Huck)
Suona la chitarra e canta. Nei primissimi anni Novanta fa parte dei Pilgrims, rock band brianzola con la quale conquista un secondo posto a una edizione di Scorribande. Debutta ufficialmente nel 1994 con lo pseudonimo Huckleberry Finn – personaggio inventato da Mark Twain, di cui incarna il desiderio di libertà e la voglia di vivere in mezzo alla natura. Da lì intraprende varie strade. Lavora alla Ricordi di via Berchet per due anni con Gianni Faré, tramite Adelio Cogliati, paroliere di Eros Ramazzotti e con Mauro Magnani, trombettista dei Matrioska. Nel 2002, con Miko Cantù, attualmente spalla del songwriter locale Steve Rudivelli, fonda i RCMC. Eterno fuoricorso si è laureato in scienze naturali pochi anni fa e ora da eterno precario scrive articoli per giornali e riviste. Da poco ha finito di scrivere il suo primo libro di narrativa dal titolo: Brianza-Texas, terra di sogni, Ave Maria, e rock n’ roll. Ha una bimba di due anni e una moglie che ama dalla seconda elementare.
La sua top five dei più bei dischi di sempre è:
Mojave 3 – Puzzles like you, Zillertaler Schurzenjager Alpen trio – Ursprung buam, Sparklehorse – Dreamt for light years in the belly of…, Tony Gatlif - Swing – Original motion picture, Amadou & Miriam – Dimanche à bamako
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Gianluca Gennari
E' l’anima rock della band. Il sudore che gronda come una cascata dalla sua fronte. Gli occhi che si levano al cielo durante un assolo. Il one, two, three, four, con cui ogni rockettaro degno di chiamarsi tale dà il via a una performance. Gianluca è il Keith Richards della situazione. Lo Steven van Zandt della situazione. Il Jerry Garcia della situazione. Colui che sa cogliere l’attimo giusto per intervenire, senza mai strafare, senza mai stravolgere le canzoni, senza mai prevaricare sul compagno di merende che gli siede accanto. Abita a Monza, la città di Teodolinda, regina indiscussa della Brianza. Cavalca impavido le nebbie brianzole a bordo di una jeep che va sempre bene tranne quando piove. Il ragazzo suona contemporaneamente in otto band, ma nessuno sa come faccia. Ha un debole per la birra ed è single. Per questo motivo molte groupie dei Radio gli stanno appresso: pensano che un giorno si deciderà a mettersi con una di loro. Quando non suona è costretto a lavorare. C’è una rete satellitare dalle parti dei navigli di Milano che lo accoglie fra le sue braccia (non sa ancora per quanto…), e gli offre una sedia su cui poggiare le chiappe e mandare in onda i telegiornali.
La sua top five dei più bei dischi di sempre è:
Live ‘75/’85 - Bruce Springsteen, Exile on main street - Rolling Stones, Achtung Baby! - U2, Men without women - Little Steven, Better days - Southside Johnny
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Marco Circelli
Anima sensibile alle più disparate influenze musicali, Marco è il componente dei RCMC tecnicamente più preparato. Diplomato in sassofono al Conservatorio Verdi di Milano nell’anno 2002, il ragazzo si destreggia agilmente sia con il clarinetto che con il pianoforte. Tuttavia nei Radio non suona nessuno di questi strumenti, bensì la fisarmonica. Un giorno vagabondando per le strade di Philadelphia, in Usa per far visita al fratello emigrante, si è imbattuto in un rigattiere di South Street. Tra i tanti oggetti messi in vendita c’era anche una bella fisarmonica. Il suo prezzo? 200 dollari. Affare fatto. Marco se l’è presa ed è corso in Brianza per unirsi ai RCMC. Astor Piazzolla è solo uno tra tanti suoi miti. In realtà il suo cammino musicale è costellato anche da molti altri artisti che, verosimilmente, con lo strumento folk per eccellenza c’entrano come il torrone a Ferragosto. Ci sono per esempio i Bee Gees nei sogni di Marco, Louis Amstrong, alcuni giganti della musica classica ottocentesca, i Balcani di Goran Bregovic, lo ska punk degli Shandon. Nella vita Marco ha fatto di tutto e continua a fare di tutto. Attualmente lavora come impiegato presso Italiarredo di Vimercate e studia alla Bocconi. Nella sua carriera musicale ha affiancato gente del calibro di Vallanzaska, New York Ska Jazz Ensemble e Mr-Tbone (trombonista di Africa Unite e Bluebeaters). Vive con la sua compagna tra i boschi dell’alta Brianza, in quel di Camparada.
La sua top five dei più bei dischi di sempre è:
Love Supreme – John Coltrane, Porgy and Bess – George Gershwin, La Revancha del Tango – Gotan Project, Dallamericaruso – Lucio Dalla, Uno qualsiasi della Nuova Compagnia di Canto Popolare di Napoli
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Alessio Pacifico (Il Mastro)
La sua qualità migliore è l’entusiasmo. Se prende a cuore una cosa non ci sono santi che lo tengano. Alessio nei Radio è il bassista, ma non solo. è anche il cassiere, ma non solo. è anche il segretario, ma non solo. è anche… insomma è lui il factotum della band: in particolare è lui che segue tutte le questioni diplomatiche e burocratiche del gruppo: per esempio la SIAE, per esempio i compensi che ci spettano, per esempio mille altre cose. Spontaneamente si è preso carico di tutto ciò e spontaneamente porta avanti tutto ciò con intelligenza e perseveranza. Dottore in sociologia ha rinunciato a cercare la sua vera identità. Un recente test psicologico gli ha assegnato cinque personalità diverse su sei. Per ora suona e suona con gusto con i Radio e con i Glen, band con un debole per i seventies e il country western alla Crosby, Stills e Nash. Innamorato dei Beatles ha suonato la batteria per anni nella banda del paese e il basso con i Cheeseburgers, band agratese ora nota con il nome di Prima Corsia, ma ancora oggi se qualcuno gli dice “mi piacerebbe saper suonare”, lui risponde “anche a me”.
La sua top five dei più bei dischi di sempre è:
Revolver - Beatles, If I could only remember my name - David Crosby, Highway 61 - Bob Dylan, Absolution – Muse, Close to the edge – Yes
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Fulvio Iannone (Bubu)
Dal carattere forte e schivo come solo un abruzzese doc sa esserlo, Fulvio se ne sta dietro i tamburi e con la precisione di un orologio atomico dà ordine e linearità alle canzoni dei Radio. Il batterista dei RCMC, novello sposo, è cresciuto in una famiglia di musicisti. Suo papà, in particolare, è un ottimo fisarmonicista, portavoce di un patrimonio musicale tradizionale del Centro Italia, che oggi va assolutamente salvaguardato, perché a rischio di estinzione. Istradato fin da piccolo al culto delle sette note, il ragazzo presto si rese conto che con la musica poteva, per fortuna, anche fare casino: casino vero, macello, baccano, diavolio, bailamme. Ed è così che, come per magia, si è ritrovato tra le mani due pezzi di legno da pestare come un energumeno su delle pelli di asino o di capra assemblate alla bellemeglio da un amico di papà. Poi è arrivata la plastica, le batterie miniaturizzate, i centocinquanta piatti della Zildjan, ma questa è tutta un’altra storia. Nel passato il drummer dei Radio ha suonato in molti gruppi e abbracciato molti generi. Partito dal trash metal (genere che ancora oggi ama a dismisura, ma si vergogna ad ammetterlo) è approdato in una cover band dei Duran Duran (con la quale ha girato mezza Italia), e ora al folk, un genere del quale non si sarebbe mai immaginato la strabiliante eccentricità. Il suo lavoro è un mistero. Si sa solo che ogni tanto lo mandano in giro per il mondo. C’è chi dice che sia una spia del Kgb.
La sua top five dei più bei dischi di sempre è:
Nevermind – Nirvana, Loco Live - Ramones, American’s Least Wanted – Ugly Kid Joe, Microcip Emozionale – Subsonica, Soul Vaccination Live – Tower of power
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Jeppo
“L’indefinibile”, di poche parole. Suona la chitarra acustica e, se è in vena, l’armonica. Di passioni ne ha molte, ma i suoi veri amori sono la comunità di Taizè, gli amici, la natura e gli abissi: gli abissi del cielo e del mare, dove paradossalmente è nel silenzio che trova la sua musica preferita.
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